Dio che soffre con noi

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Gesù appare come colui che combatte il male ovunque esso si trovi. Pur liberando l’uomo dalle malattie e dai demoni, però, egli non è un semplice guaritore. La sua missione è ben più alta: salvare tutti. 

Il brano evangelico di oggi ci pone di fronte al problema del male, della sofferenza, della malattia. Quelli che trovano difficile o impossibile credere in Dio obiettano: Come può Dio amare davvero il mondo, se permette tante terribili sofferenze? Se Dio ci ama veramente, perché non elimina dal mondo guerre, povertà, fame, malattie, persecuzioni, torture e ogni male che ci affligge? Se Dio si interessa personalmente di me, perché sto così male? Perché mi sento sempre così solo? Perché non riesco a trovare lavoro? Perché la mia vita è così inutile?

Dio ci ha liberati non eliminando la sofferenza, ma condividendola con noi. Gesù è «Dio che soffre con noi». Egli ci ha lasciato un segno, il segno della croce: segno di sofferenza e di morte, ma anche di risurrezione. Nella croce di Cristo troviamo la garanzia più evidente che Dio ci ama infinitamente e che non ci abbandonerà mai.

Gesù è nostro compagno nella sofferenza. Se siamo poveri, sappiamo che è stato povero anche lui; se abbiamo paura, sappiamo che ha avuto paura anche lui; se veniamo percossi, sappiamo che è stato percosso anche lui; se veniamo uccisi, sappiamo che anche lui ha subito la stessa sorte. La sofferenza dei giusti non è vana: essi hanno il privilegio di essere associati all’opera redentrice di Cristo e di regnare con lui nella gloria. Quanto più acuto è il nostro dolore, tanto più egli ci stringe a sé.

fr. Manolo Puppini

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