RASSEGNA DEI PRESEPI FAMILIARI

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Nell'augurare a tutti un Tempo di Natale di Pace e Serenità, ricordiamo la consueta rassegna dei presepi familiari:

potete inviare la foto del vostro presepe all'indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. con i vostri dati, oppure consegnarla stampata al Parroco, unitamente al modulo in distribuzione agli ingressi della Chiesa o presso l'Ufficio Parrocchiale.

I migliori presepi saranno premiati.

Di seguito una galleria fotografica dei Presepi allestiti nella nostra Chiesa.

Il Presepe di cui alla foto di copertina e alle foto nn. 2-3-4 della galleria è stato allestito dai Ragazzi del Dopo-Cresima:

Alessandro, Bogdan, eleonora, Elio, Franca, Livia, Valentina.

 

Il presepe di cui alla foto n. 1 della galleria presenta una particolarità: ci sono solo il bue e l'asino!

A questo proposito, leggiamo le parole di don Primo Mazzolari, tratte dall'Omelia di Natale del 1956:

 

Quando noi pensiamo al mistero del Natale – mistero di incarnazione – noi sentiamo che Cristo, Dio fatto uomo, appartiene all'uomo, è dentro l'uomo. Non una religione d'intonaco, la nostra, non è una decorazione sull'uomo: è nella struttura dell'uomo e non la possiamo cancellare. L'uomo porta dentro la presenza, il fermento, lo sconcerto di questa adorabile presenza divina; presenza di un Dio che si è fatto uomo non soltanto per vivere in noi e partecipare alla nostra vita quotidiana, ma anche per poter dare a questa nostra vita un senso, una forza di elevazione, una speranza che va al di là della brevità della nostra giornata. Siamo di Cristo. Io non vi so spiegare come gli apparteniamo, ma c'è un fatto indubitabile: noi non possiamo distaccarci da Lui. Sono secoli che l'umanità fa questo sforzo. Ci siamo distaccati da tante religioni, ci siamo lasciate dietro le spalle le religioni dei Greci e dei Romani, che pure erano popoli che avevano detto una parola non comune sulla strade della civiltà e della convivenza umana. Vi sono tante cose che sono cadute senza fatica; non c'è stato neanche bisogno di aggredirle. Erano costruzioni umane: ad un certo momento sono state prese dal tarlo o dalla ruggine e non c'è stato niente che le abbia potute salvare. Qui, al contrario, è da secoli che si aggredisce. E badate bene, o miei cari fratelli, che io non mi riferisco soltanto alle aggressioni esterne alla Chiesa, a quelle che vengono dal di fuori. Quella che conta è la mia aggressione, quella che c'è dentro in ognuno di noi, sono le nostre rivolte verso il Vangelo e verso l'insegnamento del Signore. Ricordatevi: il presepio è fatto di uomini e di bestie. C'è un Bambino, c'è Maria, c'è Giuseppe: una famiglia di povera gente che porta i destini del mondo. La tradizione vuole che si siano accanto un asino e un bue. Provate a togliere quel Bambino, spegnete quella luce: che cosa vi rimane? Avete creato la convivenza? avete creato la fraternità? avete creato la pace? No. Avete creato un presepio dove c'è soltanto un asino e un bue, vale a dire una umanità che non ha più una speranza, ma è una stalla.

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